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Sinistra, destra: contenitori politici oramai vuoti

Le classi politiche italiane, che ancora oggi si ergono a difesa e baluardo degli interessi delle classi lavoratrici invocando politiche di sinistra, basate cioè sulle ideologie comuniste o socialiste, non hanno ancora realizzato che tali prassi ideologiche non trovano più posto nelle attuali realtà sociali, poiché già da tempo sono state spazzate via dalla completa affermazione delle prassi politiche-economiche liberali portatrici della definitiva affermazione nel mondo del capitalismo. Continua la lettura di Sinistra, destra: contenitori politici oramai vuoti

Le problematiche del dopo referendum

Siamo di nuovo nel guado, siamo ricaduti in un vergognoso pantano che pone l’Italia nel novero dei paesi meno efficienti al mondo avendo raggiunto, dopo le attuali consultazioni presidenziali, lo strabiliante primato  di 64 governi in 70 anni di regime repubblicano con una durata media, per ciascun governo, di circa 1.1 anni. Continua la lettura di Le problematiche del dopo referendum

Le conseguenze dell’esito referendario

Ci siamo, mancano poche ore alla resa dei conti; dopo molti mesi di dibattiti pro  o contro la riforma costituzionale, che in principio era stata scritta e condivisa da una vasta compagine di forze politiche ed  era stata votata con almeno il 60% di consenso delle forze parlamentari Berlusconi, leader di Forza Italia, con molta leggerezza e poco senso di responsabilità, non ebbe alcuno scrupolo nel buttare a mare tutto il lavoro politico riformista svolto grazie al patto del Nazzareno nel momento in cui il Partito Democratico, per evitare lo stallo, propose ed elesse il nuovo Presidente della repubblica nella persona di Sergio Mattarella, per altro stimato ed apprezzato dallo stesso Berlusconi e da molti altri politici di Forza Italia. Continua la lettura di Le conseguenze dell’esito referendario

Le ripercussioni del referendum sulla società italiana

Con il referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea il Vecchio Continente è stato scosso, fin dalle sue fondamenta, da un risultato inaspettato che nessun sondaggista aveva mai diagnosticato. La Gran Bretagna esce dall’Unione europea con il 52% dei voti referendari coniando, in seguito a questo clamoroso evento, un nuovo termine: Brexit. La Sterlina, all’indomani del risultato, si deprezzò del 10% ed attualmente Londra sta per perdere il suo primato di mercato finanziario più importante d’Europa, perché tutte le maggiori banche vogliono lasciare il Regno Unito oramai isolato nel contesto europeo. Continua la lettura di Le ripercussioni del referendum sulla società italiana

Il Regno di Dio (1)

Con la pubblicazione degli articoli precedenti si son voluti mettere in evidenza tutti gli aspetti salienti riguardanti il personaggio storico Gesù di Nazareth cioè le sue origini, la fanciullezza, la sua preparazione culturale, nonché tutte le fasi preliminari necessarie per dar corso alla sua vera missione politico-rivoluzionaria badando bene, però, a selezionare e ad eliminare, dal racconto evangelico, tutte quelle formulazioni fantasiose, fondamentalmente irrazionali, costruite e suggerite dagli evangelisti con lo scopo evidente di elevare Gesù al rango di figlio di Dio. Venne fondata così, sulla sua divinità, una religione, la religione cristiana necessaria, alle classi sacerdotali, per acquisire potere spirituale e partecipare, insieme al potere temporale, alle gestione di tutte le decisioni politiche di governo della società umana.
Il Regno di Dio è il primo tema politico che Gesù, nei Vangeli, pone all’attenzione del suo uditorio per cui, anche in questo caso, si dovrà fare un’attenta analisi della narrazione per separare i reali intendimenti politici di Gesù,  dalle irrazionali formulazioni teologiche costruite dagli evangelisti, sempre interessati a mantenere il popolo in uno stato di perpetua ignoranza per poter meglio manipolare le coscienze e mantenere inalterato, nel tempo, il loro potere. Gesù non ha mai dato una definizione precisa e dettagliata del suo Regno di Dio, mentre gli evangelisti sono stati bene attenti a mettere in evidenza e ad esaltare solo quegli aspetti di carattere trascendentale che facevano del Nazzareno l’aspettato delle genti, il Figlio di Dio. Si deve sottolineare, tuttavia, che è possibile avvicinarsi ai veri intendimenti di Gesù analizzando i Vangeli in maniera più dettagliata, più approfondita, più sistematica per squarciare quei veli creati dagli interessi teologici degli evangelisti, che sono poi stati un ostacolo formidabile per la conoscenza della verità storica, ma che hanno però giustificato l’evoluzione della teologia cattolica.
Si avverte quindi il bisogno di porre delle domande sul Regno di Dio. Le risposte serviranno forse a squarciare quel velo, a diradare le nebbie che per secoli hanno avvolto e nascosto le vere argomentazioni di Gesù. Qual era il pensiero di Gesù sugli aspetti scio-economici, morali, religiosi e politici della società ebraica di cui egli stesso ne era parte integrante? Sostanzialmente Gesù pensa che nel mondo attuale vive e prolifera una generazione << adultera e peccatrice >> (Mc 8, 38), << perversa e incredula >> (Mt 17, 17). Regna e si afferma la cultura del male e della sopraffazione. Gli empi sono temuti ed esaltati; i peggiori istinti dell’uomo sono portati come esempio  di vita a cui adeguarsi; grandi masse di uomini vivono nella miseria e nell’indigenza grazie allo sfruttamento sistematico effettuato da un esiguo manipolo di profittatori che, con le armi del loro potere economico, della violenza e del ricatto, impongono i loro voleri e le loro leggi. I giusti sono perseguitati, imprigionati ed uccisi; dominatori pagani occupano, con la forza delle armi, il sacro suolo di Israele rendendo schiavo il popolo prediletto da Dio. A rendere colma la misura anche la casta sacerdotale collabora con gli occupanti pagani per la difesa del loro potere, delle loro ricchezze, dei loro privilegi.
Ora corre l’obbligo di escludere con fermezza tutte le interpretazioni che offrono un’immagine di Gesù totalmente impegnato ad esplicitare, alla masse popolari  che lo seguono, messaggi solo ed esclusivamente di natura spirituale e trascendentale e non interessato, invece, a tutti quegli sconvolgimenti politici che numerosi si verificavano mentre era in vita e che turbavano profondamente la vita quotidiana del popolo ebraico. E’ impossibile pensare che un Gesù ebreo, con cultura essenica non abbia, in qualche modo, contestato o criticato la politica oppressiva e repressiva dei romani appoggiata dalla casta sacerdotale ebraica che collaborava con il nemico i quali, grazie alla potenza delle armi, della loro organizzazione militare e del potere religioso ebraico che gestiva le ricchezze del Tempio, rendevano schiavi il suo popolo ormai da circa un secolo (63 a. C.). Gli evangelisti scrissero i Vangeli nel momento in cui il cristianesimo cominciava a prendere corpo e ad espandersi anche all’interno dell’Impero Romano, grazie all’azione missionaria di Paolo di Tarso. I romani, dopo aver distrutto, nel 70 d.C., Gerusalemme e spazzato via dalla Palestina qualsiasi forma di ribellione, erano in continuo allarme e mal tolleravano opposizione e critiche alla loro politica, in special modo quando provenivano da quelle frange ebraiche che, con tanto patriottismo e tanta caparbietà, si erano battute contro di loro durante la guerra giudaica.
Proprio per non subire ritorsioni e persecuzioni dal potere romano gli evangelisti preferirono smorzare i toni, attenuare le divergenze giudaiche con il potere costituito romano e presentarono nei Vangeli un Gesù quasi indifferente ed estraneo alla oppressiva presenza romana in Palestina. Dai Vangeli, però, è possibile estrarre numerosi passi che identificano in Gesù quel Messia ebreo che, secondo la concezione giudaica, doveva avere come obbiettivo primario la liberazione del popolo ebraico dall’oppressione degli occupanti pagani, che rappresentavano un’offesa permanente all’autorità dell’unico Dio d’Israele. E’ quindi riduttivo sostenere che Gesù ed i suoi seguaci furono semplicemente dei riformatori morali, avulsi ed indifferenti ai drammatici avvenimenti politici che tanto dolore e tanta sofferenza causavano all’interno della società ebraica. In effetti si evince, dai Vangeli, che il popolo ebraico accolse Gesù come il Messia liberatore, il figlio di Davide, allorché fece il suo ingresso trionfale in Gerusalemme a capo del suo movimento. Sicuramente Gesù conosceva bene l’efficienza dell’esercito romano, la sua invincibilità e la durezza che adottava nella repressione dei tumulti e delle ribellioni di popolo. Sicuramente aveva assistito ed era stato testimone oculare delle migliaia e migliaia di crocifissioni che i romani, con somma efferatezza, avevano consumato per reprimere i frequenti tentativi di rivolta messi in atto dai fondamentalisti zeloti. Allora, come poteva pensare di sconfiggere e cacciare fuori dalla sua terra gli occupanti pagani? Con quali mezzi, con quali armi e con quali strategie avrebbe fatto fronte a quella potente ed invincibile macchina da guerra che era stata in grado di conquistare un immenso impero e di sottomettere alla sua politica intere nazioni dotate, a loro volta, di potenti eserciti?
Gesù non aveva eserciti organizzati, né potenti armi di offesa, aveva però, entro di sé, una grande e potente forza individuale che lo spingeva ad andare avanti per portare a termine la sua missione: un’infinita fede nell’unico Dio dei suoi padri che lo avrebbe sostenuto nell’impari lotta. Come afferma E.P. Sanders << Il Dio di Israele non era forse intervenuto per liberare il suo popolo dalla schiavitù d’Egitto? non lo aveva forse salvato sottraendolo all’ira del faraone con la separazione delle acque del Mar Rosso? Non lo aveva forse sfamato e nutrito nel deserto con la manna? Non aveva forse affidato a Mosè, sul Monte Sinai, le leggi divine per dare salvezza e dignità di nazione al popolo d’Israele? Ma con quali modalità, con quali segni si sarebbe manifestato il Regno di Dio? Ci sarebbe stata una una trasformazione materiale dello stato di cose voluta dalla potenza dello stesso Dio ed un totale capovolgimento dell’ordine costituito, ci sarebbero state guerre, lacerazioni e pene indicibili perché il fratello avrebbe messo a morte il fratello, I figli sarebbero insorti contro i genitori, sarebbero stati deposti i re delle nazione che, a causa del loro dispotismo, sarebbero stati precipitati nel più profondo degli inferi (Mt 6. 19-24). Gli accumulatori di grandi quantità di beni materiali ed i possessori di grandi ricchezze sarebbero stati ridotti nella più nera miseria perché a loro sarebbero state tolte le ricchezze accumulate con l’ingiusto sfruttamento dei poveri e degli umili (Mt 6, 19-34); (Mc 10, 17-23); (Lc 12, 16-21); (Lc 16, 19-31).
Gesù era certo che i tempi fossero maturi e che il Padre suo celeste, al colmo dell’indignazione, avrebbe sconfitto gli occupanti romani scacciando il loro potente esercito dal sacro suolo della patria. Forse pensava di aver ricevuto da Dio stesso l’investitura ad essere il Figlio dell’Uomo con il compito di giudicare e rinnovare l’attuale generazione per far sì che si instaurasse in Israele l’agognato Regno di Dio.
Gesù era stato sempre consapevole della sua piena umanità e mai una volta ha affermato, nei racconti evangelici, di possedere un’origine divina o di essere l’incarnazione di Dio. Purtuttavia, fin dall’adolescenza, il suo animo era permeato da quella speciale vocazione mistica che lo portava a credere di avere un rapporto privilegiato con Dio: << Perché mi cercavate? Non sapete che io mi devo occupare di quanto riguarda mio Padre? >> (Lc 2, 49). Questa è la risposta che Gesù dà ai suoi genitori quando lo trovano nel Tempio di Gerusalemme a dissertare con i dottori della legge. Con il passare del tempo, l’idea della sua filiazione con Dio divenne sempre più salda e sicura: << Tutto mi è stato dato dal Padre e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio voglia rivelarlo >> (Lc 10, 22); (Mt 11, 27). Crede di essere il Figlio di Dio, ma nella stessa maniera in cui tutti gli uomini di fede lo possono credere se pur con sfumature diverse.
Nel mondo giudaico dell’epoca e nel contesto in cui visse Gesù l’idea che un uomo potesse avere dei rapporti privilegiati con Dio era un fatto normale e comunemente accettato; anzi si credeva e si dava per scontato che questi uomini illuminati potessero, con il consenso divino, compiere miracoli operando guarigioni ed esorcismi. In Palestina visse, intorno al 50 d.C. , un uomo di nome Honi famoso, si diceva, perché con l’intensità della sue preghiere e con il digiuno riusciva a provocare quei fenomeni atmosferici come la pioggia, essenziale per ottenere raccolti agricoli abbondanti. Hanina Ben Doza, vissuto in Palestina verso la fine del I secolo d.C., era un prodigioso guaritore. Costui, dice la leggenda, con la preghiera ottenne da Dio la facoltà di guarire dalla febbre, a distanza, il figlio del famoso maestro fariseo Gamaliele. Gesù era certo che Dio gli avesse data anche l’investitura per plasmare e modificare la sua divina legge affinché l’uomo, con questo strumento, potesse operare quel rinnovamento spirituale e materiale necessario per l’avvento e successivamente per il mantenimento del nuovo Regno: << Non crediate che io sia venuto ad abolire la legge ed i profeti, non sono venuto ad abolire, ma a completare >> (Mt 5,17). Ma quando, secondo Gesù, si sarebbe manifestato ed avrebbe avuto inizio quella trasformazione globale voluta dalla maestà di Dio, che avrebbe dato luogo a quel radicale e drammatico capovolgimento dell’attuale stato di cose?

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P.S.

Il prosieguo del tema “Regno di Dio” sarà discusso nel capitolo il “regno di Dio (2)”. Prima però vorrei spostare l’attenzione dei lettori pubblicando, entro il mese di novembre, un articolo sugli attuali temi socio-politici e sulle scelte che il popolo italiano a breve sarà chiamato a prendere e che influiranno, in maniera determinante, sul futuro dei nostri figli.

I miracoli

Abbiamo visto, nei capitoli precedenti, come gli evangelisti abbiano adottato una strategia ben precisa per trasformare progressivamente Gesù, da un abile guaritore qual era effettivamente, in un essere divino capace di compiere miracoli veri e propri, cioè atti sovrannaturali che esulano dalle normali leggi naturali. In effetti essi non sono sicuri che le predizioni, le guarigioni, e le guarigioni che io ho appellato”di transizione verso il miracolo” non siano sufficienti per accreditare Gesù, presso le masse, come il reale Figlio di Dio sceso sulla terra ed allora introducono una terza categoria di guarigioni che sono miracoli veri e propri, in prima istanza perché vanno contro le normali leggi di natura, in secondo luogo poiché Gesù non impone le mani, non tocca, non cura, non parla con il paziente, ma opera un vero miracolo anche a distanza in qualità di essere divino e solo in virtù di una piena ed incondizionata dichiarazione di fede. Continua la lettura di I miracoli

Guarigioni di transizione verso il miracolo

Le guarigioni reali che Gesù mette in atto durante la sua predicazione alle masse ebraiche vengono sfruttate dagli evangelisti come pseudo miracoli con lo scopo di elevare Gesù al rango di Figlio di Dio e creare, sulla sua figura e sulle sue azioni, una nuova religione: la religione cristiana in alternativa alla religione ebraica. Continua la lettura di Guarigioni di transizione verso il miracolo

Guargioni (2)

All’epoca in cui visse Gesù si credeva che le malattie mentali fossero generate da un intervento diretto del maligno sulle menti delle persone malate. Ancora oggi la scienza non è in grado di spiegare in maniera esaustiva i comportamenti e la manifestazioni di estrema complessità in cui vengono a trovarsi determinate categorie di malati mentali. Questi casi vengono trattati e curati da specialisti, chiamati esorcisti che a volte riescono a guarire il malato ingaggiando una furibonda lotta verbale e rituale con Satana per poterlo scacciare dalla mente del malato stesso. Gli esorcisti, per guarire i posseduti dal demonio, adottano riti particolari e mettono in atto formule contenute in uno specifico rituale. Continua la lettura di Guargioni (2)

Guarigioni (1)

Dall’opera di Giuseppe Flavio, La guerra giudaica, si apprende anche delle capacità degli Esseni di condurre sistematiche ricerche e studi approfonditi sulle erbe medicamentose e sulle proprietà chimico – fisiche della pietre locali che potevano guarire, con opportuni dosaggi ed applicazioni, alcune fra le più diffuse e note malattie che affliggevano, ai tempi di Gesù, gli abitanti delle aree medio – orientali: << Ivi [Qumran] per la cura delle malattie essi [Gli Esseni] studiano le radici medicamentose Continua la lettura di Guarigioni (1)

Capacità predittive di Gesù

Dopo aver messo in evidenza il vergognoso comportamento delle nazioni europee nei confronti di quei popoli che oggi chiedono asilo politico per sfuggire alle persecuzioni ed alla morte ed aver constatato che, specialmente in quelle nazioni cattoliche che cinquant’anni fa appartenevano all’URSS, non esiste più misericordia, pietà ed amore per il prossimo, è bene ritornare al messaggio di quel grande uomo che, esattamente 2021 anni or sono, diede la vita per liberare il popolo ebraico dalla schiavitù romana appoggiata dal collaborazionismo interno messo in atto dai sommi sacerdoti. Continua la lettura di Capacità predittive di Gesù