Verità e realismo sul concepimento e sulla nascita di Gesù

L’anno 2014 è già alle nostre spalle; in politica, in economia, nell’informazione, nella cultura, praticamente in tutte le branche delle attività umane si tracciano i bilanci consuntivi per stabilire se i risultati delle decisioni e delle azioni intraprese nel corso del passato anno hanno sortito risultati positivi o negativi. Gli obbiettivi che si vogliono conseguire attraverso l’analisi dei bilanci consuntivi si concretizzano non solo attraverso correzioni e modifiche dei comportamenti decisionali sia collettivi che individuali per ottenere risultati migliori nel corso del 2015, ma anche per accantonare e mettere in archivio situazioni e concetti passati attraverso il vaglio di una critica serrata, quindi discussi, accertati e pienamente consolidati.
Così anch’io mi appresto a tratteggiare un consuntivo dei miei articoli pubblicati su questo blog per ogni mese del 2014 con particolare riferimento ai post che più mi interessano e che si riferiscono agli articoli catalogati come “Dogmatici” con particolare riferimento alle false attribuzioni divine assegnate a Gesù dai redattori dei Vangeli di Matteo e Luca, tratte da profezie di antichi e venerati profeti, per dimostrare che l’avvento di Gesù sulla terra, in apparenza uomo, ma nella realtà figlio di Dio, era già stato stabilito nel disegno primordiale dell’Onnipotente. Occorre, pertanto, ripercorrere sinteticamente quelle profezie riferite a particolari contesti storici ben conosciuti e definiti ma attribuiti arbitrariamente, dalla teologia cattolica, a Gesù di Nazareth per elevarlo al rango di figlio di Dio e costruire, così, sulla sua figura un movimento religioso, il cristianesimo, che si sarebbe poi espanso, grazie a Paolo di Tarso, in  tutto l’impero romano e successivamente su gran parte delle regioni della terra.
La prima profezia si riferisce alle parole che il profeta Isaia, ben 732 anni prima della nascita di Gesù, aveva indirizzato al re del regno di Giuda, Achaz : << Tutto questo avvenne [La nascita sovrannaturale di Gesù] affinché s’adempisse quello che era stato annunciato dal Signore per mezzo del profeta Isaia (Is 7, 14) che disse: ecco la vergine concepirà e darà alla luce un figlio e lo chiameranno Emmanuele che significa “Dio con noi” (Mt 1, 22-23)>>.
Matteo attribuisce l’oracolo alla nascita dell’Emmanuele, cioè di Gesù avvenuta ben 732 anni dopo il pronunciamento della profezia da parte di Isaia: niente di più falso poiché, come recita la storia di Israele, la profezia di Isaia si realizzò in Ezechia, figlio di Achaz, che riusci a liberare il regno di Giuda dal dominio di Sennacherib, re dell’Assiria.
Il Vangelo di Marco, il più antico fra i Vangeli canonici (70 d.C.) fa capire che Gesù era originario di Nazareth di Galilea ( Mc 1, 9). Matteo e Luca narrano, invece, che egli nacque a Betlemme di Giudea poiché in Gesù doveva adempiersi l’oracolo del profeta Michea secondo il quale il Messia sarebbe nato dalla stirpe di Davide nel paese di Betlemme di Efrata. Anche qui sia Matteo sia Luca non hanno nessuna remora morale nell’affermare un falso storico, cioè far nascere Gesù a Betlemme per far avverare in lui la profezia di Michea ed incoronarlo come l’aspettato delle genti, il Messia  discendente dalla stirpe di Davide. Anche in questo caso, infatti, l’Antico Testamento spiega esaurientemente il contesto storico, i riferimenti e le circostanze in cui il profeta Michea pronunciò, ben 700 anni prima della nascita di Gesù, il suo oracolo. In effetti, nella profezia di Michea, così come in quella di Isaia il Messia è identificabile in Ezechia, re di Giuda e figlio di Ackaz, che nel 701 a.C. scacciò gli Assiri dal regno di Giuda.
La fuga della sacra famiglia in Egitto per sfuggire al disegno di Erode il grande di uccidere tutti i bambini nati a Betlemme dai due anni in giù ed il successivo ritorno a Nazareth dopo la morte di Erode avvenuta nel 4 a.C., vengono interpretati da Matteo come l’avverarsi dell’oracolo di Osea che, ben settecento anni prima della Strage degli innocenti, così si esprimeva: << Dall’Egitto ho richiamato mio figlio >> (Mt 2, 15). Il profeta Osea, più che riferirsi al ritorno di Gesù dall’Egitto, si riferiva, invece, all’esodo del popolo ebraico dall’Egitto sotto la guida di Mosè per sottrarsi alla schiavitù del faraone egiziano. Matteo, con un’arroganza che sfiora il ridicolo nel voler tramandare falsi storici, persevera nei suoi atti disinformativi quando, riferendosi ancora alla strage degli innocenti perpetrata da Erode, identifica in Gesù il destinatario di un oracolo del profeta Geremia che così recita: << Allora si adempì ciò che era stato detto dal profeta Geremia (Gr 31, 11) quando disse: un grido si udì in Rama, pianto e grave lamento: Rachele piange i suoi figli, rifiuta di essere consolata perché non sono più >> (Mt 2, 17-18). In questo oracolo l’immaginario pianto di Rachele, moglie di Giacobbe,  non è causato, come vuol fare credere Matteo, dalla strage degli innocenti voluta da Erode, ma  questi lamenti disperati sono dovuti alla massiccia deportazione dei suoi discendenti ebrei che si realizzerà durante la schiavitù babilonese. ( Rama era era infatti il luogo di concentrazione dei prigionieri ebrei da cui poi sarebbero stati deportati  a Babilonia).
Oltre ai falsi storici già enunciati bisogna evidenziare, per amore di verità, che in Luca e Matteo sono presenti anche contraddizioni eclatanti che tolgono qualsiasi parvenza di verità al racconto del concepimento miracoloso di Gesù: ambedue gli evangelisti confermano, in modo molto ambiguo, la nascita sovrannaturale di Gesù; infatti Matteo afferma che Giuseppe era lo sposo di Maria, ma non dice espressamente che fu Giuseppe, in quanto sposo di Maria a generare Gesù, ma afferma, semplicemente, che Gesù nacque, ovviamente, da sua madre Maria (Mt 1, 16). Lo stesso dicasi di Luca il quale, con la frase “come si credeva” (Lc 3, 23) fa capire, in maniera altrettanto ambigua, che in pratica Giuseppe non fu il padre naturale di Gesù. In effetti le due genealogie trasmettono al lettore attento e critico l’ambiguo messaggio che Gesù non nacque da un normale rapporto coniugale, ma fu concepito in maniera sovrannaturale per volere dell’Altissimo.
Nella storia veterotestamentaria è scritto che il Messia,  l’aspettato delle genti doveva nascere dalla dinastia davidica ed è proprio per questo motivo che Giuseppe, il padre putativo di Gesù, trova posto nelle genealogie costruite ad hoc da Matteo (Mt 1, 2-16) e da Luca (Lc 3, 23-38).
Ora, pur volendo ammettere la discendenza di Giuseppe dalla casa di Davide, non è possibile considerare Gesù consanguineo di Davide non essendo Giuseppe il suo reale padre ma solo il suo padre putativo. Al contrario, se Gesù fu figlio reale di Giuseppe, cioè nato da un normale rapporto coniugale fra Giuseppe e Maria, quindi consanguineo di re Davide, cade l’ipotesi della sua nascita verginale e di conseguenza va in frantumi tutta l’impalcatura teologica costruita dagli evangelisti che lo vogliono rappresentare figlio dell’Altissimo. (Per maggiori dettagli si possono consultare i miei articoli pubblicati su questo blog relativi al mese di marzo  ed al mese di maggio del 2014)
Per concludere debbo dire che questa mia operazione, tendente a ristabilire  verità storiche non confutabili  e quindi a sfatare il mito del divino bambino a cui noi tutti, da adolescenti, abbiamo creduto e prestato la massima fiducia impiegando gran parte delle nostre energie intellettive e del nostro tempo, serve a fare giustizia di un plagio collettivo messo in atto nei secoli dalla irrazionale teologia cattolica per mantenere e consolidare un potere clericale basato sulle paure che l’uomo nutre nei confronti della morte, sul timore delle punizioni che il Dio trascendente infliggerà, dopo la morte, a coloro che non hanno creduto, sul terrore di essere precipitati nell’inferno dove sarà pianto e stridor di denti.
Ho parlato di plagio, cioè di storie che possono essere accettate e fatte proprie solo ed esclusivamente da menti ancora immature, da elementi che ancora non hanno raggiunto la piena consapevolezza per discernere il vero dal falso, in ultima analisi un abuso vero e proprio nei confronti dei bambini, cioè di quella fascia di umanità innocente e debole pronta ad accettare ed a ritenere veritiera qualsiasi bella favola venga loro propinata.
Mi si potrà allora rivolgere la seguente domanda: perché gli adulti, oramai maturi e pienamente consapevoli dei loro atteggiamenti, dei loro pensieri, delle loro azioni seguitano a credere a dogmi indimostrabili ed a seguire liturgie inutili ed inefficaci che non hanno alcunché di razionale? La risposta è molto semplice: è estremamente difficoltoso ed arduo abbandonare idee e credenze radicati nel proprio cervello sin dalla più tenera età, ma bisogna aggiungere anche che in passato il potere clericale aveva un potere di ritorsione tale da scoraggiare qualsiasi tentativo di ripudio o di abbandono delle credenze religiose. Oggi però le cose sono molto cambiate, poiché moltissimi di coloro che si dicono credenti sono diventati scettici e non seguono più i pomposi riti e le teatrali liturgie. Solo una piccola percentuale di ex credenti è riuscito a liberarsi convintamente, con un processo che io ho chiamato di “Raschiatura teologica”, dalle catene irrazionali dell’appartenenza religiosa.
Per dare un’idea del difficilissimo processo di “Raschiatura teologica” voglio riportare una frase di un mio illustre concittadino morto prematuramente nel 1940 all’età di 40 anni, mi riferisco al dott. Ernesto Sivitlli grande alpinista ed accademico del CAI che così si esprimeva nei confronti della religione: << […] i preti mi hanno arrecato il più grande male e avrebbero ucciso, stroncato, reso fossile il mio io se la conoscenza che mi pervenne da uno studio intenso, sebbene ancora piccino, dei più svariati problemi morali, psichici, politici non avesse lievitato quell’anelito alla Libertà (nel senso più largo della parola) che alla fine conquistai con faticosa forza, con ferrea volontà […] >>. ( Omaggio a Ernesto Sivitilli di Gelasio Giardetti pubblicato nel gennaio del 2012 su FB alla voce “Alpinisti del Gran Sasso” cliccando poi su://www.vecchiegloriedelgransasso.it/) nella sezione Protagonisti).
Si può quindi archiviare il risultato scaturito dalla mia profonda e serrata esegesi sulla nascita sovrannaturale di Gesù giudicando che le contraddizioni, le pseudo verità, le contraffazioni storiche, gli aspetti miracolistici riportati nei Vangeli fanno ritenere il concepimento di Gesù come un evento avvenuto secondo le leggi biologiche naturali, cioè tramite un normale rapporto di amore tra suo padre Giuseppe e sua madre Maria.  Egli nacque nel piccolo villaggio di Nazareth e qui visse fino all’età di dodici anni educato dai suoi genitori naturali a seguire e rispettare le regole e le normative sancite nella Sacra legge data da Dio a Mosè sul monte Sinai.

2 pensieri su “Verità e realismo sul concepimento e sulla nascita di Gesù

  1. Ciao gelasio,
    dopo molti tuoi scritti che ho letto con molto piacere, mi sembra quasi obbligatorio almeno fare un breve commento. Io faccio parte come la maggior parte dei Cristiani e come te, di una fede pressochè assente verso la Religione Cattolica e sono ovviamente molto critico verso la religione Cristiana in genere perchè considero che come tutte le Religioni sono create dall’ uomo per vari motivi, primo fra tutti è per migiorare la convivenza tra i vari popoli o perlomeno tra i prossimi. Quindi l’ invenzione di “Dio lo vuole” inventato dai vari dittatori o semplicemente governatori di popoli è pura invenzione umana. Da qui chi crea una religione o semplicemente un gruppo di gente sotto un credo unico, deve inventarsi dei vari mezzi per far proseliti. Purtroppo io metto tra queste invenzioni, non solo la creazione di un gesù Dio ma anche la conferma dei Profeti. Chi sono i profeti secondo te? Per me sono solo indovini o oracoli ( astrologi, maghi, oracoli) che a posteriori si manifestano abbiano azzeccato qualche previsione e per questo sono stati ricordati nelle scritture e le tue argomentazioni su Isaia mi hanno chiarito che ovviamente non si riferivano a Gesù e non sarebbero state ripotate se non cerano altri motivi. Apprezzo molto quanto scrivi anche per il modo chiaro e ragionato dei tuoi pensieri e mi pare ovvio che tutte le religioni si rivolgano a menti semplici (bambini o popoli bisognosi di sopportare la mancanza di bisogni anche naturali quali fame, sete e libertà). Ciao spero di aver espresso chiaramente il mio pensiero, difficilmente lo faccio.

    1. Ciao Ezio,prima di tutto vorrei ringraziarti per aver letto il mio ultimo articolo che ha lo specifico compito di riposizionare la figura di Gesù nell’ambito della dimensione umana considerandolo, attraverso questa mia “operazione verità”, non più un Dio ma un uomo illuminato che operò una rivoluzione vera e propria nell’epoca in cui egli visse. Credo che Gesù sia una figura storica realmente esistita; traggo questa mia considerazione non solo dagli scritti di illustri storici dell’epoca, ma anche da una lettura attenta e critica dei Vangeli stessi. Anche gli antichi profeti di Israele, che io amo paragonare ai moderni astrologi che compilano gli oroscopi, erano degli uomini ritenuti saggi che, come tu affermi, è probabile che per tempi brevi potessero indovinare le loro previsioni; purtuttavia molti oracoli di questi profeti ancora oggi restano in piedi non essendo ancora giunti a compimento, segno evidente del loro vano profetare. La storia veterotestamentaria di Israele parla di questi antichi e venerati profeti; oggi la loro esistenza storica è stata avvalorata dal ritrovamento, nel 1947, di antichi manoscritti in forma di rotoli in alcune grotte prospicienti al Mar Morto denominate grotte di Qumran dove gli Esseni depositarono i loro scritti prima che i Romani, nel 68 d.C., distruggessero il sito essenico di Qumran. Ad esempio sono stati rinvenuti, nella grotta numero uno due importanti rotoli compilati da Isaia denominati (1 Is A) e (1 Is B) da cui è stato possibile estrarre importanti elementi per fare considerazioni molto importanti sulla vita nascosta di Gesù, che va dai dodici ai trent’anni, di cui scriverò nei miei prossimi articoli. Ancora un grazie di cuore per il tuo intervento. Ciao

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