Il falso mistero della vita nascosta di Gesù (3)

Nel mio secondo articolo relativo al mese di maggio 2015 è stata avanzata l’ipotesi che Gesù possa aver trascorso la sua vita nascosta come affiliato della setta essenica e che qui, grazie ad uno studio attento ed approfondito dei Sacri Testi, possa essere diventato quel leggendario maestro che, per mezzo di un’azione pacifista non violenta, voleva liberare il suo popolo: il popolo ebraico dal giogo dell’occupazione romana sostenuta dalle classi dominanti ebraiche collaborazioniste, fra le quali bisogna annoverare la gerarchia sacerdotale del Tempio di Gerusalemme, sicuramente la più potente e temuta in quanto tenutaria del potere sia economico che religioso.
Molti antichi storici, fra i quali Giuseppe Flavio (La guerra giudaica), Plinio il Vecchio (Storia naturale), Filone Alessandrino (Apologia degli Ebrei), nel descrivere gli Esseni si riferiscono alla setta che, all’inizio del II secolo a.C., dopo essersi separata dal giudaismo ufficiale si era ritirata a vivere sulla riva occidentale del Mar Morto. Questi insigni studiosi antichi descrivono i loro usi, i loro costumi, la loro politica di opposizione alla casta sacerdotale che gestiva non solo gli aspetti religiosi, ma soprattutto gli aspetti economici legati alla riscossione di tasse e tributi che venivano versati dal popolo nelle casse del Tempio di Gerusalemme.
Gli scritti di questi antichi studiosi vennero non solo confermati, ma la storia della setta essenica si arricchì enormemente di nuovi particolari, di situazioni storiche inedite, di personaggi ancora sconosciuti, di date indicanti eventi storici mai menzionati allorquando, nel 1947, furono rinvenuti, in una zona prossima alla riva occidentale del Mar Morto, oggi denominata Qumran, antichi manoscritti noti, successivamente, con il nome di “Rotoli del Mar Morto”. La zona di Qumran, all’epoca dei ritrovamenti, era priva di insediamenti umani, solo pastori beduini vi si avventuravano alla ricerca di capi di bestiame perduti. Fu appunto un pastorello beduino a scoprire, per caso, la prima grotta in cui erano custoditi vasi di terracotta, alcuni rotti, altri intatti contenenti al loro interno rotoli manoscritti in lingua ebraica ed aramaica.
Ben presto la notizia della scoperta degli antichi manoscritti, che avrebbero potuto rivelare notizie inedite sulla storia dell’antico Israele e sulle origini del cristianesimo primitivo, si propagò in tutta la Palestina. Intervennero anche gli Israeliani che riuscirono ad acquistare dai mercanti beduini tre importanti rotoli, alcune giare e numerosi frammenti di rotoli mentre si lasciarono sfuggire alcuni importanti rotoli che furono venduti a studiosi americani che avevano offerto un prezzo maggiore. Negli ambienti religiosi ed accademici, dopo il ritrovamento dei primi rotoli, l’interesse ad entrare in possesso di antichi manoscritti che potessero far luce sulla storia d’Israele e sulle origini stesse del cristianesimo, si fece sempre più intenso e frenetico. Si moltiplicarono gli scavi archeologici nella zona di Qumran dove furono rinvenuti antichi insediamenti umani che successivamente furono catalogati come la residenza monastica degli Esseni. In effetti si aveva la forte preoccupazione, soprattutto negli ambienti religiosi che i rotoli , essendo documenti originali, datati tra il II secolo a.C. ed il I secolo d.C., contenessero informazioni che avessero potuto avere la capacità di mettere in dubbio o addirittura confutare le basi teologiche e dottrinali su cui era stata costruita sia la religione ebraica sia la religione cristiana.
Il grande interesse archeologico derivante dalla scoperta dei rotoli spinse due istituzioni religiose: l’Ecole Biblique, un’istituzione cattolica francese che gestiva il museo Rochefeller ubicato nel settore arabo di Gerusalemme e gli Israeliani del “Museo del libro”, situato nel settore ebraico di Gerusalemme ad entrare in una frenetica competizione archeologica fra loro per venire in possesso della maggior quantità di reperti possibile. La situazione negli studi dei rotoli del Mar Morto diventò paradossale allorquando fu chiaro che esistevano due gruppi di specialisti: gli Israeliani del Museo del libro e gli studiosi del museo Rochefeller che, senza alcun contatto fra loro, portavano avanti le traduzioni e le interpretazioni dei rispettivi rotoli e frammenti di rotoli. Questa frattura fra le due istituzioni culturali, alimentata da risentimenti a volte personali, ma anche da interessi teologici di parte, non aiutò naturalmente a far luce, in tempi brevi, sul contenuto degli antichi reperti.
La grande quantità di manoscritti accumulati negli armadi dei due istituti, l’oggettiva difficoltà nelle traduzioni, ma soprattutto il tempo stimato per tradurre e pubblicare su riviste specializzate il contenuto dei rotoli, fece sì che si venisse a formare una commissione internazionale di esperti che, in tempi ragionevoli, avesse potuto tradurre e divulgare il contenuto dei manoscritti.
Ma le incomprensioni e gli interessi teologici di parte ebbero il sopravvento; il ritardo nella traduzione e pubblicazione dei manoscritti si fece insostenibile per cui si addivenne ad una grave frattura nel momento in cui l’unico rappresentante laico della commissione internazionale, certo J. Allegro, iniziò ad asserire con forza e determinazione che fra i contenuti dei rotoli del Mar Morto e la nascita del cristianesimo primitivo era riscontrabile un evidente ed ovvio collegamento. In una intervista rilasciata al New York Times egli affermava che: “Le origini di alcuni riti e dottrine cristiane si ritrovano nei documenti di una setta ebraica estremista  che esisteva più di cento anni prima della nascita di Cristo. E’ questa l’interpretazione data alla leggendaria collezione dei rotoli del Mar Morto da […] J. Allegro che, in una trasmissione radiofonica, ha affermato che le basi storiche dell’ Ultima Cena […] e dell’insegnamento di Gesù tramandato dal Nuovo Testamento, risalirebbero alla “Comunità di Qumran”. Naturalmente la commissione internazionale smentì la affermazioni di J. Allegro alimentando ulteriori gravi fratture che naturalmente rallentarono la traduzione e la pubblicazione dei contenuti dei rotoli.
In un libro pubblicato nel 1985 il dott. G. Vermez affermava: “Se non verranno immediatamente attuate misure drastiche per la risoluzione dei problemi nel ritardo delle pubblicazioni dei rotoli, la maggiore e più importante scoperta di manoscritti in ebraico ed aramaico corre il rischio di diventare lo scandalo accademico per eccellenza del XX secolo”. Ancora oggi una notevole quantità di frammenti di rotolo continua a rimanere segreta  negli archivi del museo archeologico della Palestina per cui molti studiosi hanno il fondato sospetto che in quegli antichi manoscritti non solo possa nascondersi la vera storia della nascita del cristianesimo primitivo, ma anche notizie ed informazioni importanti sulla vita e sulla azione politica-religiosa condotta da Gesù in terra di Palestina.
Ora, per dare un quadro più esauriente sulle linee teologiche e filosofiche su cui era basata la vita della setta essenica, risulta essenziale conoscere più in dettaglio ciò che si appurato in seguito alla traduzione dei manoscritti rinvenuti nelle undici grotte di Qumran, le tematiche che i documenti illustrano e in quale epoca della storia essi furono redatti.
Nella grotta 1Q furono rinvenuti sette rotoli interi avvolti in panni di lino, più varie centinaia di frammenti di rotolo. Il corpo dei rotoli tornati alla luce nella grotta 1Q era formato da una copia della “Regola della comunità” (1QS), dagli” Inni di ringraziamento” (1QH), da una copia della “Regola della guerra” (1QM), da una copia del “Commento di Abacuc” (1QpAb), da un “Apocrifo dell Genesi” (1Q GenAp) e da due importantissime copie del “Libro di Isaia” (1Q Isa), (1Q Isb).
Nella grotta 2Q  ritornarono alla luce sia testi biblici sia non biblici mentre nella grotta 3Q fu scoperto un rotolo (3Q15), diviso in due parti composte da una sottile lamina di rame su cui era inciso un elenco che descriveva minuziosamente i luoghi  dove era stato nascosto, prima della distruzione finale della regione da parte dei Romani, un tesoro formato da ingenti quantità di oro e argento. Questo manoscritto è denominato “Rotolo di rame”.
Nella grotta 4Q  furono rinvenuti una quantità impressionante di frammenti di rotolo, mentre nella grotta 5Q e 6Q furono estratti cinque frammenti del “Documento di Damasco” (CD). Nella grotta 7Q furono recuperati vari frammenti in lingua greca oltre a frammenti vari da cui fu possibile  ipotizzare, nella grotta stessa, la presenza di testi del Nuovo Testamento come il Vangelo di Marco, lettere di Paolo etc. etc.. Queste ipotesi, abbastanza aleatorie, proverebbero che già prima del 68 d.C. circolavano copie del Vangelo di Marco per cui dovrebbero essere riviste le datazioni ufficiali attribuite agli stessi Vangeli canonici.
Nelle grotte 8Q, 9Q, 1OQ, 11Q furono rinvenuti diversi manoscritti fra i quali un”Rotolo dei salmi” (11QPsa), un testo aramaico del “Libro di Giobbe” detto “Targum” (11Q tg Job) ed un grande rotolo denominato “Rotolo del tempio” (11Q Tempio).
Nella “Regola della comunità” (1QS) è descritto il rituale d’ingresso nella setta, le regole essenziali per rinnovare in continuazione il patto fra la comunità ed il Dio dei loro padri, le benedizioni per quegli uomini che camminano integralmente sulle vie indicate dal Signore e le maledizioni lanciate contro coloro che, con il loro comportamento malvagio, rifiutano Dio. Sono elencate le regole ed i principi generali di vita, le norme di comportamento, gli esami da sostenere e i tempi necessari per entrare a pieno titolo, nella “Comunità del patto”. Nella “Regola della comunità” (1QS) è descritto un codice penale per poter colpire e condannare coloro che trasgrediscono le leggi e le norme del patto con Dio. Le sanzioni comminate vanno dall’allontanamento e dall’isolamento dalla comunità per giorni, mesi o anni fino all’espulsione definitiva per quelle persone che calunniano l’intero corpo teologico della setta, mettendo in discussione i fondamenti ideologici su cui poggia e si basa la vita della comunità.
Tutti i membri della setta erano obbligati a versare i loro beni nella cassa comune usufruendo, in comune, delle risorse di tutti cosicché, fra loro, non appariva l’umiliazione della povertà né l’alterigia della ricchezza. Annualmente si modificava la struttura gerarchica elevando a ranghi superiori quei membri che, a giudizio del “Consiglio dei molti”, avevano osservato la disciplina e le normative della comunità, mentre venivano retrocessi a più umili incarichi coloro che avevano trasgredito alle norme ed agli indirizzi comunitari.
Dalla traduzione dei Rotoli compaiono personaggi inediti come il “Maestro di giustizia”, il “Sacerdote empio” e “L’uomo di arroganza” che aprono suggestivi interrogativi sulla loro identificazione con personaggi storici dell’epoca. Nel “Documento di Damasco” (CD) è possibile rilevare una cronologia dei fatti accaduti, degna di una certa attendibilità, che inquadra il periodo storico di separazione degli Esseni dal giudaismo ufficiale nelle primissime fasi del processo di ellenizzazione di Israele, che si verificò nell’epoca della rivolta dei Maccabei che può essere inquadrata fra il 180 ed il 160 a.C..
La “Regola della guerra” (1QM) rinvenuta nella grotta 1Q descrive la guerra escatologica che i”Figli della luce”, seguaci di Dio ed appartenenti alla comunità del nuovo patto, dovranno combattere contro i “Figli delle tenebre” adoratori di Belial che gli Esseni identificano sia negli alti ranghi sacerdotali del Tempio di Gerusalemme collaborazionisti dell’impero romano che occupa la Palestina, sia nei Romani stessi i quali, nel “Commento ad Abacuc” (1QpAb), sono chiamati “Kittim” o “Belial”, cioè “Diavoli”.
Dal 31 a.C. al 66 d.C. si intensificano gli atti di ribellione degli Ebrei contro gli invasori Romani; si aspetta con ansia l’avvento di un Messia liberatore di discendenza davidica che, con l’aiuto del Signore, libererà Israele dal giogo pagano. Violente tendenze nazionalistiche favoriscono la nascita di gruppi oltranzisti che più volte impegnano l’esercito romano in aspre e sanguinose battaglie. La repressione romana si fa più dura e cruenta ed è questo il motivo per cui all’interno della setta essenica diventa più forte il sentimento nazionalistico e si accresce l’odio e il risentimento nei confronti dei Kittim “Figli delle tenebre”, cioè i Romani.
L’ epoca compresa tra il 10 a.C. ed il 68 d.C. riveste una particolare importanza, perché in essa è inquadrata la storia di Gesù di Nazareth che non può essere assolutamente disgiunta e isolata dalle vicende storiche e religiose che attraversarono la Palestina della prima metà del primo secolo d.C.. La vita di Gesù, che si conclude con la sua morte ad opera dei Kittim tanto odiati dagli Esseni, si intreccia e si collega, più di quanto si possa immaginare, alle vicende della setta di Qumran.

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